venerdì 25 gennaio 2008

La realtà



Alle volte una riflessione su cosa è la realtà può essere importante.

Marco Travaglio

Ad anno zero c'è Travaglio.
Travaglio in genere ,verso il finire della trasmissione, fa il suo intervento e parla.
Non è mai arrogante.
Il suo intervento avviene quasi senza contraddittorio.

Indubbiamente quello che dice è quasi sempre affascinante.

Comunque quello che mi colpisce è che quando Travaglio fa il suo intervento non espone solo teorie, il suo approccio non è quello di un matematico.
Non è solo un fatto di spiegare.
Sembra quasi che il suo discorso sia recitato, quasi cantato.
C'è passione.
E' come se, tramite quella sua litania di fatti e date, esponesse la sua sofferenza.
Il soggetto, ad un certo punto, non è più quello che dice ma come vibra la sua voce nel dirlo.

Comunque a forza di sentirlo e risentirlo ho avuto la sensazione che tutti i suoi interventi siano permeati da una profonda sensazione di abbandono (di vuoto).

Effettivamente i fatti che esprime legano bene con questa cosa.
Ma credo che i fatti che esprime, consapevolmente o meno, siano una "scusa" per esprimere il suo vuoto .

Mi spiego meglio....
Io ho questa sensazione : non è la situazione di cui parla a generargli quella sofferenza, ma è la sua sofferenza che per esprimersi va a descrivere quelle situazioni.

Comunque è poco più di una sensazione, non dategli troppo peso.

Rufio72
alias GinkoBiloba

mercoledì 23 gennaio 2008

Sogni sogni ed ancora sogni.

Quest'estate mi sa che me ne vado al mare.
Non me ne frega niente di dove vado.
L'importante è che ci sia la sabbia ed il mare.

Mi piacerebbe fare un corto.
In bianco e nero.
Stile fellini.
(almeno nell'idea)

Mi piacerebbe passare una giornata intera sotto la doccia (acqua fredda).
Mi piacerebbe lasciare che il casino si accumuli per la camera il corridoio e tutto il resto dell'appartamento.
Mi piacerebbe murare la porta della vicina di casa.
Mi piacerebbe comprare una scatola e metterci dentro il telefono,
il cellulare ed il computer, scavare una buca nel parco e seppellirla li dentro.
Per sempre.
Poi mi piacerebbe scrivere un racconto di una trentina di pagine.
Fare un fumetto porno di 4 pagine tutto in acrilico, realistico, con la carne che sembra carne vera.

Mi piacerebbe comprarmi un ventilatore di due metri di diametro che non fa nessun rumore.
Vorrei scovare una formula magica contro le zanzare.

E vorrei dimentichare tutto.

Due turisti a Civitavecchia

Che noia.
Ieri ho beccato un mezzo spagnolo che si era rimorchiato una donna bionda.
Lei era timida e lui sembrava un bambino con la mamma.
Mi ha chiesto di fargli una foto col cellulare.
Avevano più o meno 36 anni lui e 45 lei.

Io ho fatto un ghigno alla Jack Nicholson e gli ho detto cheeeeees...
(con voce gracchiante)

Loro hanno guardato lo scatto ed erano contenti.

Magari loro due si sono incontrati su una nave da crociera.
(Civitavecchia d'estate si riempe di turisti e zanzare.)
Sono saliti che non si conoscevano e sono scesi mano nella mano.
Lei che veniva dal nord, magari da una città inglese piccola quanto basta per conoscere tutti di vista.

Lui basso, di carnagione scura e disponibile al sorriso.
Magari il terzo figlio di 4 fratelli.
(Si sa che il primo non ha mai tempo per essere bambino, deve diventare grande a tutti i costi.
Solo gli ultimi sanno accogliere quel genere di sorrisi.)

Lei magari ha ancora nascosta nella scatola delle sue cose i colori a cera che usava da bambina.
I quarantacinque giri con le canzoni che cantava a scuola.
Ha un lavoro fatto di timbri e pratiche.
Ed un mucchio di sogni lasciati a sventolare fuori della finestra del suo ufficio.

Dentro di lei una bambina con l'hobby del disegno, che da grande voleva fare la ballerina
o la suonatrice d'arpa o la stilista di bambole.

Forse è da grandi che si realizza con leggerezza il sogno di quando eravamo bambini.
Ma non a 20, a venti c'è troppa paura e troppi nodi e troppe ferite e soprattutto troppa guerra.

Qualunque risultato sembra prendere la forma di una medaglia da mettere sul petto.

Ho la sensazione che a trenta si comincia ad abbandonare quelle paure.
Non riesco ad immagginare la vita a 40.
Ma deve essere come gli alianti in primavera.
A motore spento.

E lei lo ha incontrato, a quaranta.
Magari in un corridoio stretto in un giorno di mare mosso.
Lui l'ha guardata con gli occhi di un bambino e lei bianca con un tenero odore di primavera,
gli ha sorriso timida.

Si sono presi la mano, e non se la sono più lasciata.

Fine della favola.

Ma quando è che smetto di fare il bonista....

Boh

Uova magiche

Una persona che conosco, in questo periodo ha smania di non invecchiare.

Per esorcizzare lo scorrere del tempo , gira per i locali in affitto e sogna cosa si potrebbe fare dentro quel posto, che genere di clientela quel locale potrebbe avere etc etc etc.

Per lei quei locali diventano quasi delle uova magiche al cui interno perde la coscienza di se , si addormenta e sulle loro pareti bianche, come per magia, proietta sogni meravigliosi, sogni di progetti splendidi, di soldi e di fama .

Poi quando torna a casa mi parla di quei sogni come se fossero delle cose reali, e io lì a segnare in rosso quello che coincide e quello che non.

A dire che quello che fa della realtà " la realtà" è la sua superficie sconnessa fatta di angoli taglienti, di tempo inesorabile...

e bisogna tenerne conto.

A dire che la realtà è fatta di conti scrupolosi e non di sogni e sogni e ancora sogni .

Alla fine comunque ai suoi occhi di sessantenne la realtà delle sue uova magiche appare sempre più solida della mia.