Che noia.
Ieri ho beccato un mezzo spagnolo che si era rimorchiato una donna bionda.
Lei era timida e lui sembrava un bambino con la mamma.
Mi ha chiesto di fargli una foto col cellulare.
Avevano più o meno 36 anni lui e 45 lei.
Io ho fatto un ghigno alla Jack Nicholson e gli ho detto cheeeeees...
(con voce gracchiante)
Loro hanno guardato lo scatto ed erano contenti.
Magari loro due si sono incontrati su una nave da crociera.
(Civitavecchia d'estate si riempe di turisti e zanzare.)
Sono saliti che non si conoscevano e sono scesi mano nella mano.
Lei che veniva dal nord, magari da una città inglese piccola quanto basta per conoscere tutti di vista.
Lui basso, di carnagione scura e disponibile al sorriso.
Magari il terzo figlio di 4 fratelli.
(Si sa che il primo non ha mai tempo per essere bambino, deve diventare grande a tutti i costi.
Solo gli ultimi sanno accogliere quel genere di sorrisi.)
Lei magari ha ancora nascosta nella scatola delle sue cose i colori a cera che usava da bambina.
I quarantacinque giri con le canzoni che cantava a scuola.
Ha un lavoro fatto di timbri e pratiche.
Ed un mucchio di sogni lasciati a sventolare fuori della finestra del suo ufficio.
Dentro di lei una bambina con l'hobby del disegno, che da grande voleva fare la ballerina
o la suonatrice d'arpa o la stilista di bambole.
Forse è da grandi che si realizza con leggerezza il sogno di quando eravamo bambini.
Ma non a 20, a venti c'è troppa paura e troppi nodi e troppe ferite e soprattutto troppa guerra.
Qualunque risultato sembra prendere la forma di una medaglia da mettere sul petto.
Ho la sensazione che a trenta si comincia ad abbandonare quelle paure.
Non riesco ad immagginare la vita a 40.
Ma deve essere come gli alianti in primavera.
A motore spento.
E lei lo ha incontrato, a quaranta.
Magari in un corridoio stretto in un giorno di mare mosso.
Lui l'ha guardata con gli occhi di un bambino e lei bianca con un tenero odore di primavera,
gli ha sorriso timida.
Si sono presi la mano, e non se la sono più lasciata.
Fine della favola.
Ma quando è che smetto di fare il bonista....
Boh
mercoledì 23 gennaio 2008
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