mercoledì 23 gennaio 2008

E' strana ma non mi spiace...

Sull'orlo del burrone combattendo la bestia bicentenaria, infilò la biglia nella sua fionda, (la biglia che suo padre,che suo nonno...) mirò al mostro .

Ed il mostro colpito non morì.

Questo le favole non lo raccontano.

Parlano solo di quelli che vincono, ma come si fa invece a perdere ????

Scivolò nel burrone.

Franò , si fracassò.
Il suo corpo sbatacchiato tra mille rovi.

Il suo corpo di eroe in rovina.

Morto.

La belva bicentenaria, si gettò nel burrone, e lo seguì finchè un tonfo indicò che il suolo aveva incontrato il re.

Lo sbranò.

Di lui rimase solo uno scheletro lustro, una biglia d'argento depositata con cura vicino alla sua mano sinistra,
e all'interno della sua cassa toracica, il cuore intatto che ancora batteva ed i suoi occhi che guardavano gli occhi del mostro.

Uno scheletro morto tranne che per gli occhi e per il cuore.

Cosa fa di un uomo, un uomo vivo ???

Il silenzio si tramutò in tempo che passa, e ne passò troppo.

Gli chiesero se voleva continuare a vivere , ma sarebbe stato mostro , mostro per sempre, o morire.

E lui decise senza parlare di morire.

Il suo cuore si fermò. i suoi occhi si spensero su un alba pallida.

Le sue ossa si tramutarono in pietra bianca, la pietra dei sassi di certi fiumi.

Quando il suo cuore fu secco ne uscì una foglia la foglia era quella di una quercia.

e quella foglia divenne albero.

Un albero di quercia in un burrone.

0 commenti: