Ad anno zero c'è Travaglio.
Travaglio in genere ,verso il finire della trasmissione, fa il suo intervento e parla.
Non è mai arrogante.
Il suo intervento avviene quasi senza contraddittorio.
Indubbiamente quello che dice è quasi sempre affascinante.
Comunque quello che mi colpisce è che quando Travaglio fa il suo intervento non espone solo teorie, il suo approccio non è quello di un matematico.
Non è solo un fatto di spiegare.
Sembra quasi che il suo discorso sia recitato, quasi cantato.
C'è passione.
E' come se, tramite quella sua litania di fatti e date, esponesse la sua sofferenza.
Il soggetto, ad un certo punto, non è più quello che dice ma come vibra la sua voce nel dirlo.
Comunque a forza di sentirlo e risentirlo ho avuto la sensazione che tutti i suoi interventi siano permeati da una profonda sensazione di abbandono (di vuoto).
Effettivamente i fatti che esprime legano bene con questa cosa.
Ma credo che i fatti che esprime, consapevolmente o meno, siano una "scusa" per esprimere il suo vuoto .
Mi spiego meglio....
Io ho questa sensazione : non è la situazione di cui parla a generargli quella sofferenza, ma è la sua sofferenza che per esprimersi va a descrivere quelle situazioni.
Comunque è poco più di una sensazione, non dategli troppo peso.
Rufio72
alias GinkoBiloba
venerdì 25 gennaio 2008
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